Basilica di San Zeno Maggiore a Verona

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Basilica di San Zeno Maggiore


La Basilica di San Zeno (o San Zeno Maggiore o San Zenone) è considerata uno dei capolavori del romanico in Italia.

San Zeno morì nel 380. Lungo la via Gallica, nella zona dell'attuale chiesa, vi era il cimitero dove il santo fu sepolto. Sulla tomba fu edificata una piccola chiesetta da Teodorico il Grande, re ariano.

Con l’espandersi del culto del Santo, l’edificio cominciò a rivelarsi insufficiente. E così fra l’805 e l’806 la comune volontà del re Franco Pipino, del Vescovo Ratoldo e dell’Arcidiacono Pacifico, fece realizzare una chiesa più vasta con annesso monastero.
La chiesa prende l'attuale forma e struttura, rispettando i canoni dello stile romanico veronese, sotto il vescovo Raterio, nel 967.

Nel gennaio del 1117, la chiesa fu danneggiata dal terremoto che colpì il nord Italia, e nel 1138 fu allungata a ovest e completata con la facciata ed il protiro di Niccolò. Il campanile fu restaurato fino al secondo ordine di trifore nel 1120 e completato nel 1178, mentre il chiostro venne restaurato nel 1123 dell’Abate Gaudio (sarà sopraelevato nel 1293 e rinnovato nel 1313).

A partire dal 1931 venne rifatta l’area presbiteriale, mentre risale ad anni recenti la sistemazione dell’altare e dell’ambone con reimpiego di materiale antico.
Il complesso di San Zeno, cessò di esistere come monastero per volere della Repubblica Veneta nel 1770. La basilica divenuta parrocchiale nel 1806 è retta dal parroco che conserva il titolo di Abate.

La facciata della basilica, in tufo, ed è il modello a cui si ispirano tutti gli interventi del Romanico veronese.

Idealmente racchiusa a sinistra dalla torre dell’Abbazia (XIII sec.) e a destra dall’elegante campanile (XII sec.), è caratterizzata dal grande Rosone Figurato (noto anche come ruota della fortuna) opera di Maestro Brioloto (1217-1225). Questo rosone è  decorato da sei statue che raffigurano le alterne vicende umane: La prima figura rappresenta l'uomo saldamente sul trono, poi precipita, continua schiacciato dalla sventura e poi è in ripresa e risalita creando la ruota della fortuna. Fu una delle prime finestre romaniche, caratteristica che passò al gotico.
Dall'esterno la ruota si chiude in quattro cerchi in marmi bianchi azzurri e tufo, le statue in altorilievo sono sul secondo cerchio esterno. All'interno una ruota con un mozzo a dodici lobi e un centro diviso a sua volta in dodici settori divisi da raggi costituiti da coppie di colonne che uniscono il mozzo ai quattro cerchi.

La basilica si trova tra una torre del XIII-XIV sec. appartenente all’antica abbazia, a sinistra, e l’isolato campanile dell’ XI-XII sec., a destra, diviso in piani da cornici ad archetti di tufo, doppio ordine di trifore e cuspide con quattro pinnacoli angolari.

L’interno è semplice e maestoso, a croce latina a tre navate, su pilastri cruciformi e colonne con capitelli a motivi zoomorfi e capitelli corinzi provenienti da edifici romani; la cripta, aperta da 7 arcate e sorretta da colonne antiche, custodisce l’urna di S.Zeno.
Dalla navata sinistra si accede ad un bel chiostro romanico, con colonnine binate e capitelli a foglie uncinate.; sotto il portico tombe e monumenti sepolcrali.

Nella Basilica si trovano opere pittoriche dal XIII al XVI sec. e opere scultoree del XII, XIII e XIV sec. L’opera più importante conservata è  però il trittico di Andrea Mantegna (1457-1459), capolavoro della pittura rinascimentale dell’Italia Settentrionale, avente come soggetto la Madonna con Bambino e santi; portato via dai francesi nel 1797, fu recuperato più tardi.

Da ricordare anche: la croce stazionale della metà del ‘300, attribuita a Lorenzo Veneziano; il battistero ottagonale di marmo, del XIII sec., attribuito a Brioloto; la coppa di porfido (oltre 2 metri di diametro) che doveva appartenere ad un edificio termale della Verona romana; la pala Madonna e santi di Francesco Torbido; l’enorme affresco S. Cristoforo, uno dei più antichi (risale alla fine del XIII sec.); all’altare maggiore, il Sarcofago dei SS. Lupicino, Lucillo e Crescenziano (vescovi veronesi), con decorazioni scultoree raffiguranti scene del Vangelo, di un maestro anonimo del XII sec.; il dipinto della Crocifissione della scuola di Altichiero (fine ‘300); la statua in marmo rosso di San Zeno che ride, di autore veronese del XIII sec. (reca ampie tracce della colorazione originaria).

Ingresso:
L’ingresso per visite turistiche è a pagamento. È possibile acquistare il biglietto per la visita alla singola chiesa o un biglietto cumulativo per le cinque chiese di S. Zeno Maggiore, S. Anastasia, S. Lorenzo, S. Fermo Maggiore e il Duomo (Cattedrale di S. Maria Matricolare).
Orari di visita: feriali ore 10-18; festivi ore 13-18 (le visite sono sospese durante le funzioni religiose).
Per informazioni e prenotazione visite guidate:
ASSOCIAZIONE "CHIESE VIVE"
Corte S. Elena - Piazza Duomo 35
Tel./Fax 045.592813

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